Sono passati diversi giorni

dall’ultimo aggiornamento, dall’ultima scelta, dall’ultimo cambiamento. Giorni che ho vissuto sull’altalena di umori contrastanti, di sensazioni agli antipodi l’una dall’altra. È che la vita non va mai come te l’aspetti: ti fai due conti, immagini, speri, tuttavia nulla o quasi si concretizza come avevi pensato. Ed è per questo che mi attacco con così tanta insistenza al presente e me la vivo giorno per giorno. D’altronde è ormai un dato di fatto che vivere a lunga scadenza non fa per me. Meglio gustarsi ciò che c’è senza ansie, senza paure per quello che sarà.
Per dare immediata tangibilità al presente, ho ripreso “di un amore” in mano ed è il caso di stringere un po’ i tempi, voglio pubblicarlo entro quest’anno e in tutt’altra maniera. I feedback ricevuti da tutti quanti voi per “tutto quello che resta” sono stati di un’importanza fondamentale per correggere errori narrativi, vizi di forma varia. Sono stato colpito, anche, di quanto alcuni passaggi vi siano sembrati vostri, di quanto (specialmente nei discorsi femminili) alcune di voi si siano ritrovate. Non credevo di riuscire a farlo in questa maniera.
Siamo poi a meno di dieci giorni dal mio compleanno, ma non mi sento molto diverso da com’ero l’anno scorso, semplicemente, il tempo trascorre troppo in fretta.
E l’ultimo pensiero di questo post va alla persona che mi punta sempre l’indice contro, lei sa.
Buona settimana a tutti

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