Oh Santo Dio, è venerdì.

Buongiorno a tutti! Preso coscienza di questo, la giornata ha un altro sapore rispetto ai soliti giorni: inizia la pacchia weekend. Ieri è stata una giornata disastrosa sotto il profilo climatico. Alle cinque sono scappato dall’ufficio, ma il nubifragio che si è abbattuto su Roma mi ha letteralmente lavato. Sono rientrato a casa che ero da strizzare: sembrava avessi delle rane nelle scarpe.
Doccia calda, barba e cambio d’abiti e ho fatto compagnia e due chiacchiere con Luca mentre sistemava il PC di Francesca. Francesca che verso le sei ha staccato da lavoro e che è rientrata solamente a un quarto alle dieci. Era fuori di testa, quasi senza benzina e in mezzo al traffico.
Alle nove passate sono uscito per disperazione e finalmente Francesca era sul ponte della Scafa. Verso le dieci arrivo da lei e me la ritrovo in finestra, tenera, come tenera è stata sulla porta quando mi ha aperto. Era sfranta e lo stesso spettacolare.
Tra due chiacchiere a tavola, un po’ di tv, le noci da sgranocchiare è passata un’oretta. Poi siamo andati in camera sua a rilassarci e l’ ho coccolata finché non era pronta per dormire, ne aveva decisamente bisogno.
Giorni intensi, 24 ore non sono mai abbastanza. Spero per stasera di darle il PC e di vederla un po’ riposata che questa mattina quando mi è venuta a prendere per andare in ufficio, aveva ancora addosso il peso della giornata di ieri. Per il resto io continuo nella mia crociata “casa” non sono riuscito a parlare con i miei in questi giorni per questo discorso, che prenderò sicuramente nel weekend.
Buona giornata a tutti, passo.

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