II – La donna del momento

C’è sempre una donna del momento, che tu voglia o no, qualcuna che a differenza delle altre si fa notare, anche se pure fra le altre le mani in pasta le metteresti volentieri. Che poi ci fosse silenzio intorno, invece c’è un cazzo di caos della Madonna, però lei si erge sopra a tutto e non puoi fare a meno di notarla. Lascia perdere il batticuore, quelle sono storielle da Harmony e per innamorarsi di lei c’è tempo: te la vuoi scopare e te la vuoi scopare a sangue, farle uscire l’anima a forza di spinte.
Non la guardi con l’espressione bavosa di un vecchio che si farebbe anche un blocchetto di cemento, fai schifo dentro, lo sai, ma non fino a quel punto, ma vuoi possederla in ogni micro modo che l’umana comprensione concepisce.
Saresti disposto a tutto per riuscirci, un mutuo, un braccio, una macchina, una casa, anche una palla, purché non comprometta la prestazione: l’importante è che ci caschi, ma per la legge del contrappasso, pure se facessi tutto questo non te la darebbe mai, entreresti di diritto nella categoria “amicizia” e ti sorbiresti i suoi problemi per l’ex o per il suo uomo del momento.
La mia donna del momento, è una che ancora non conosco, ha i capelli lunghi e lisci, è una mora longilinea che ad ogni passo sculetta come fosse l’unica al mondo ad avere un culo. Mi capita spesso di vederla, il Drago ha un bar in centro a Roma e come sono libero (quindi spesso) vado a dargli una mano. A dire il vero ormai vado lì sperando di vedere lei e non per aiutare lui.
Ogni tanto Miss Y (è così che l’ho chiamata) sembra guardarmi, ma non faccio in tempo a convincermi della cosa che già sembra impegnata in tutt’altro. Le donne sono subdole, lanciano segnali minimi che devi interpretare e reinterpretare milioni di volte, sempre perché se fossero troppo audaci si alzerebbe l’indicatore “Troia” sulle loro teste.
Il Drago, che proprio coglione non è, l’ultima volta mi ha detto: «Nero o ci parli te o ci parlo io, ma che c’hai paura di due tette? Guarda che me la faccio io.»
Ecco, il Drago è quel tipo di uomo che basta che respirano, per lui una vale l’altra, l’importante è tenerlo a mollo. Ora, non che io sia migliore di lui, ma come è possibile che non si sia innamorato mai? Lui è un continuo “quanto me la farei” indicando ogni donna che passa per il bancone o per l’entrata del bar e non parliamo proprio di tizie della miglior specie. Stare lì dietro al bancone con lui, comunque, mi ha permesso di conoscerne tante e in più alzo qualche soldo.
Morale, oggi Miss Y è arrivata in un tailleur all’ultimo grido, non ho capito dove lavora, ma è venuta accompagnata da un tizio sulla cinquantina. Ecco, è stato in quel momento che sarei sceso dal bancone e me la sarei portata via, quasi avessi timore che il viscido ne approfittasse. Poi mi sono guardato con il gilet nero sulla camicia bianca e mi sono reso conto che facevo meglio a far caffè e farmi i cazzi miei, perché c’è sempre una donna del momento e la vita è ricca di momenti.
Nero

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