e non dai vestiti e non dagli sguardi, ma direttamente sotto la pelle, perché esporla sarebbe un ammettere che le cose forse non vanno.
Non come pensi, non come desideri.
L’intentato è un brusio di pensieri caotici costanti albergatori di cuore e testa.
In realtà provi soltanto paura, come presto o tardi ne proviamo tutti, ma la tua è una sorta di abluzione nella redenzione che non è ancora avvenuta.
Un deliquio inevitabile: perdere coscienza qualche volte è una soluzione, seppur temporanea.
Hai costruito losanghe simmetriche di giustificazioni utili per ogni occasione: addolciscono le domande non risposte e quelle che per forza vanno risposte.
Dita sottili e lunghe e un sedere anche pieno e tondo.
Hai emozioni che sorridono belle, ma di un sorriso sghembo, consapevoli di non potersi lasciare andare mai del tutto, quasi ci fosse un arbitro pronto a fischiare il fallo al primo passo oltre la linea dello start durante una corsa di atletica.
Ci vogliono lame affilate per recidere certi legami e farlo con un coltello di plastica richiede un’energia che ancora non possiedi.
Meticolosa è attenta al minimo dettaglio, pur di poter mantenere l’equilibrio sul filo stretto, ma vivendo una realtà a parte, quasi andrebbe scossa e lasciata cadere.
E sei uno spettacolo di soltanto vent’anni.

Tu fretta di vivere qualcosa
e ogni cosa è già un ricordo liso
e adesso la pubblicità.
Tu e le tue voglie imbottigliate,
occhi come buchi della chiave,
e un’ansia indolenzita sotto neve bianca.
(Claudio Baglioni – E adesso la pubblicità)

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19 Responses

  1. Sono io una new entry! Ciao Gianni, sono capitata qui grazie a delle coincidenze..Ho letto quello che ho potuto,ma avevo una domanda fissa in testa: ammesso che quello che scrivi sia vero, non pensi che la privacy tua e quella delle persone che ti gravitano attorno, sia compromessa?
    Tolto questo, complimenti per lo stile narrativo!

  2. Ciao Paola,
    ben arrivata da queste parti 🙂 Dunque si’, in linea generale siamo d’accordo, tanto e’ vero che la maggior parte delle cose sono sottochiave da una password o – addirittura – private, in modo che nemmeno la persona soggetta di un mio post possa leggerlo.
    Proproprio ‘stanotte ho scritto qualcosa che ho pensato di non pubblicare nemmeno con password.
    Tanto certe emozioni, per quanto io possa descriverle bene, rimangono solo delle persone che le vivono o le hanno vissute con me, ma al di la’ di questo, il blog e’ prossimo alla chiusura, sto facendo divertire le ultime simpatiche canaglie.
    Grazie per i complimenti, ma c’e’ qualcosa in particolare che ti ha urtato?

  3. Sei molto altruista! Scherzi a parte, no non mi ha “urtato” nulla, probabilmente perchè non sono io la/e persona/e in attenzione, ma ho letto determinati passaggi molto intimi che mi hanno fatto sussultare!

  4. Io ho sussultato all'”ammesso che quello che scrivi sia vero”: che motivo avrei di inventare qualcosa? Fidati, che alcuni passaggi nella mia vita me li sarei risparmiati, che poi siano comprensibili o meno, beh, non e’ a me che dovresti chiedere:-)
    Non e’ questione di altruismo, il minimo di popolarita’ (permettimi il lusso del termine) che ho guadagnato in questi anni per la mia vena artistica, mi hanno messo nella mischia piu’ di quanto io non volessi, se ti raccontassi la mia chiusura di un tempo stenteresti a crederci, ma sono stanco di dover convincere le persone, in questi giorni poi e’ cambiato veramente tutto, comunque, mi dispiace per i “sussulti” pensavo fossero buone emozioni, rileggero’ gli ultimi post e li mettero’ sotto chiave in maniera che non facciano sussultari altri, magari e’ tutta fantasia, come hai scritto tu:-)
    Devi essere giovane, quanti anni hai?

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