Domenica saranno dieci anni.

Due lustri, non due giorni. Quasi mi commuoveva raccontarti ieri sera, quasi non mi andava. Ci sono sensazioni che non rimuovi, perché restano lì qualunque cosa accade, ma che preferisci omettere, preferisci che certe ferite non sanguinino ancora.
Non lo so se di là hai trovato qualcosa che ti è piaciuto, tu che nell’aldilà non ci hai mai creduto, mi ricordo le tue sulla questione, mi ricordo un po’ tutti gli insegnamenti che mi hai lasciato in generale e richieste – poche e giuste – che non ho osservato, non come ero sicuro avrei fatto.
Struggente, ripensare a quando rientravi per conoscere il valore dell’emoglobina: in qualche modo credevo che ce l’avresti fatta, che l’avresti scampata. Così non è stato.
La tua ultima notte fra dolore, deliri e richieste esasperate è ancora ben presente.
Ti ho sempre dato del lei, tuttavia da oggi, cuore a cuore, ti darò del tu.
Ciao Serse.

E non ci son più scene
dove veder se hai recitato bene o male,
cambiare un po’ il finale,
prima che il mondo rida o si commuova,
applauda o se ne vada,
ai titoli di coda.
(Claudio Baglioni – Titoli di coda)

This entry was posted in Gianni D'Ambra and tagged , , , . Bookmark the permalink.

One Response to Domenica saranno dieci anni.

  1. Cami says:

    Buffo che proprio in questi giorni sono passata tra le pagine di Lin che, un anno dopo, alla fine fa sanguinare la ferita del dolore di aver perso Khader..
    Noi dopo dieci anni siamo ancora qui, con i cerotti a soffocare ferite ancora aperte per non cercare di non vederle, di non sentirle, noi, a non accettare ancora il dolore di un vuoto che ci riempie l’anima, noi, a cercare ancora, maldestramente, di tenere insieme i frantumi del cuore andato in mille pezzi…

    Vi abbraccio, insieme..

Rispondi